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LA DIASPORA DEGLI INVISIBILI

11-03-2013 17:56 - Le inchieste
Ogni volta che Patti si è ingrandita, dal 1300 fino ad oggi, i suoi cittadini invisibili sono stati spinti nelle zone più periferiche: prima fuori dalle mura, poi verso la marina o i latifondi, oggi in contrade prive di negozi e di servizi o in un centro storico, passato "da centro a periferia".
Qualcuno avanza l´ipotesi che i pattesi si spostino per un´inevitabile spinta verso le zone costiere, più integrate nel sistema dei trasporti, più facili da industrializzare, più aperte al turismo ed al commercio. Considerata la carenza dei trasporti e la scomparsa dell´industria, questa ipotesi è quantomeno da verificare.
Ma i dati che abbiamo raccolto sul paese suggeriscono, per gli ultimi 50 anni, una spiegazione diversa, perché rivelano un´espansione edilizia (e non urbanistica), che occupa semplicemente ogni area edificabile, dovunque si trovi, a vantaggio esclusivo della speculazione privata e della grande distribuzione commerciale.
Da parte loro, gli invisibili delle anonime periferie, relegati in aree prive di spazi di socializzazione, da cui possono allontanarsi solo con mezzi privati, hanno reagito a questa diaspora non gravitando più sul centro di Patti, ormai svuotato di ogni valore di appartenenza, ma spostandosi ovunque, anche in altri paesi, per inseguire le migliori offerte commerciali.
Si è creata così una rovinosa spirale di disgregazione sociale, che potrebbe essere spezzata solo se si cominciasse ad adottare una scala di valori diversa da quella del profitto privato.

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