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"...hanno urlato morte con l´eco dei suoi pozzi ...hanno bevuto il sangue del suo cuore..."

18-10-2015 20:49 - Le inchieste
La centrale del Timeto
Quando Quasimodo scriveva questi versi del suo "Lamento per il Sud", nel 1949, le acque del fiume Timeto, che oggi alimentano i pozzi di acqua potabile del Comune di Patti, non erano ancora a rischio inquinamento ed il fiume scendeva nella vallata poco a sud dei Monti Russo e Perrera lambendo ancora, su entrambe le sponde, vigneti, uliveti ed aranceti.
Fu nel 1981, all´approvazione del PRG, che si decise di spostare ai piedi del Torrente Ronzino (affluente di destra del Timeto) quella zona industriale, che solo 20 anni prima era stata creata (con grave dispendio delle Casse Comunali) in riva al mare, nella zona della "Playa", accanto allo ferrovia ed allo svincolo autostradale, dove erano sorte la fabbrica di ceramiche Caleca, quella di caramelle "Tyndaris" e quella di valvole industriali "Wagi". Dopo il fallimento delle ultime due ed una grave crisi della Caleca, però, la classe dirigente pattese decise improvvisamente di scommettere su una riconversione turistica di quest´area, creando qui un grande albergo, progettando altre strutture (non andate mai a buon fine) e lottizzando a villette l´area in cui avrebbe dovuto decollare la zona artigianale, dirottata anch´essa (con una scelta davvero infelice) nella nuova zona industriale.
Ad accelerare lo spostamento nella nuova zona furono soprattutto Tano Caleca, proprietario dell´omonima fabbrica di ceramiche, e Gaetano Stroscio, proprietario di una piccola industria di motoscafi, allora consigliere comunale e consigliere dell´ASI di Messina, uno dei consorzi che nel 1984 la Regione Sicilia aveva istituito per favorire l´industrializzazione.
Caleca, anzi, a fine ´900, non solo fu il primo a spostarsi realmente nella nuova zona, ma non aspettò nemmeno che, nell´ottobre del 2002, la Regione approvasse il "Piano particolareggiato dell´agglomerato industriale di Patti", per tirare su, con un grosso finanziamento della SO.GE.PAT (la Società di Gestione del Patto Territoriale di Messina), il suo nuovo capannone che, ancora privo di servizi igienici, di alcuni muri perimetrali e di vetri, entrò in attività a fine 2000, proprio di fronte (sembra davvero incredibile) ad uno dei pozzi di alimentazione della centrale di sollevamento acque del Timeto: il pozzo Ronzino.
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