27 Settembre 2020
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La foto della settimana n°142: FONTANE A PATTI? NEANCHE GRATIS!

24-06-2020 09:52 - La foto della settimana
Che siano fontanelle per dissetarsi in strada o per fare scorta d'acqua da portare in case, lasciate spesso a secco dall'acquedotto (come quelle in ferro dell'antica fonderia Spinnato della Marina, un tempo numerosissime nel Centro Storico) oppure fontane destinate al servizio di un mercato (a San Nicola) o all'abbeveramento degli animali (in Via Croce Segreto e in Via Randazzo), o monumentali (quella della vecchia Piazza Giardina e la storica Fontana Napoli) o vasconi con zampillo e pesci rossi (Piazza Sciacca, Parco Robinson, Villa Comunale), le fontane non piacciono proprio a chi ha amministrato Patti in questi ultimi 9 anni. E' un'insofferenza profonda, che si accompagna all'intolleranza per il verde pubblico ed alla presenza degli animali liberi (dagli uccelli ai randagi). L'arredo urbano per i nostri attuali amministratori è fatto solo di cemento, plastica e luci (preferibilmente faretti dal basso e a led): sarà forse una tendenza futurista, una sindrome generazionale da discoteca o una passione per le nature morte, ma il fatto è incontestabile.

Clamoroso l'ultimo episodio: un privato cittadino, stanco di vedere languire nel degrado il vascone di una delle piazze principali del centro città (Piazza Sciacca), decide di passare dalle lamentele ai rimedi ed offre al Comune di restaurare la fontana a sue spese, ripristinandone sia il rivestimento che i meccanismi di funzionamento e chiedendo in cambio solo che questo elemento di arredo urbano, così restaurato, possa essere intitolato, tramite una lapide fatta ed affissa a sue spese, al padre, che era stato anche consigliere comunale del paese. Il Sindaco non può opporre un diniego, i lavori stanno per iniziare, ma ecco che arriva in soccorso del mantenimento dello status quo una delle tante Associazioni di Commercianti pattesi, ricordando che esiste (inutilizzato da 9-10 anni) un progetto di rifacimento totale della piazza, che prevede l'eliminazione della fontana: sarebbe perciò inutile restaurarla, mentre per migliorare la persistente situazione di grave degrado l'associazione avrebbe già ideato (ma presentato a chi? quando?) un proprio progetto di risistemazione temporanea di tutta la piazza. I lavori, così, vengono bloccati il giorno prima dell'inizio dell'intervento ed il volenteroso cittadino, per evitare polemiche, ritira la propria offerta. Non commentiamo, perché l'accaduto parla da solo.

Ricordiamo però altri recenti episodi riguardanti le fontane pattesi:
1)Durante i lavori di “rifacimento di Piazza Niosi e vie adiacenti” (ossia degli antichi rioni San Nicola e Buccirìa), l'amministrazione Aquino (tramite una delle tanti varianti al progetto) ha tentato di trasformare la storica Fontana del Calice, con i suoi 4 cannelli e le particolari vaschette di scolo, in un obelisco ornamentale a secco, per evitare che l'acqua perenne (proveniente dalla vicina “fonte Erbicelli”) potesse allagare la piazza (laddove ad evitarlo bastava una normale manutenzione dei canali di scolo). La protesta dei cittadini ha bloccato la messa a secco della fontana, ma l'amministrazione ha deciso, ponendo dei rubinetti richiudibili, di collegarla all'acquedotto, così che oggi resta all'asciutto nelle numerose occasioni in cui questo non eroga acqua (mentre prima ne era un ottimo supplente) e intanto l'acqua perduta della fonte Erbicelli scorre senza sosta nella fogna di scolo delle acque bianche, invadendo (ora sì!) la piazza ogni volta che i tombini non ne contengono la portata.
2)Della Fontana di Via Randazzo, da tempo malridotta, era stato chiesto il restauro dalla Consulta dei cittadini del Centro Storico. Richiesta accettata (con grande rilievo di stampa), fondi stanziati, lavori affidati, per non perdere tempo, a una ditta di fiducia…che senza neanche iniziare i lavori dopo un po' si è inspiegabilmente “ritirata” dall'appalto. Si aspetta con ansia il seguito di questa incredibile vicenda.
3)La storica Villa Comunale era fornita dall'Ottocento di fontana centrale con zampilli e pesci rossi, fontanelle con pesci sotto le panchine laterali, grotta con tartarughe d'acqua e pesci sotto l'ormai inutilizzato palco per l'orchestra. In questi ultimi anni, però, ha visto sparire prima i pesci, poi le tartarughe (e sì che oggi sono animali protetti!), lungamente tormentate da luci colorate stroboscopiche (ah! quella sindrome da discoteca) ed infine, naturalmente, l'acqua e gli zampilli (che ricordiamo hanno una funzione non solo “rinfrescante”, ma di prevenzione dalle zanzare e dalla stagnazione delle acque).
4) Il Parco Comunale (detto “Robinson”) aveva un vascone con zampillo, abitato da numerosissimi pesci ornamentali, che hanno fatto la gioia dei bambini di varie generazioni. “Ripulito” quasi subito da questa Amministrazione, durante la preparazione di un concerto, con ampia strage dei pesci presenti, non è mai stata ripristinata a dovere. Riempita di tanto in tanto d'acqua, ma con lo zampillo mal regolato o inesistente, da vasca per i pesci è diventata vasca da zanzare ed allora (in questo caso prontamente) è stata lasciata a secco, prima dal Comune, poi dall'Associazione “Raggio di sole”, che ha preso in appalto il Parco.

Potremmo continuare con molti altri esempi, ma ci sembra che basti così per dimostrare come non si sia compreso il valore delle Fontane né come arredo urbano, né come utili strumenti supplementari di fornitura d'acqua pubblica, né come regolatori dell'acquedotto, di cui sono, ricordiamolo, essenziali punti di prelievo per controllare potabilità e portata.
Siamo davvero stanchi di segnalare, denunciare e protestare, ma purtroppo l'ultimo episodio ci dimostra come da privati non possiamo neanche svolgere una funzione di supplenza delle carenze dell'Ente Locale, che le fontane non le vuole neanche gratis.

Cosa si ripromettono in materia i prossimi candidati al governo della città?


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