18 Dicembre 2018
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La foto della settimana n° 78: LA RAGIONE ED IL TORTO

19-06-2015 14:49 - La foto della settimana
Rione San Nicola-Bucciria, cuore commerciale del vecchio centro storico pattese: lavori in corso dal gennaio 2012. Tre anni e mezzo trascorsi tra soste e riprese dei lavori, proteste ed assemblee dei cittadini, tentativi di correzione dei progetti e delle varianti dei progetti, minacce reciproche di rescissione del contratto e complicità diffuse.
Scempio di un finanziamento regionale di 1.600.000 euro, che avrebbe potuto davvero restaurare il rione, scempio di ipotesi progettuali contrapposte e velleitarie, scempio di un appalto concesso ad una ditta (coinvolta in fallimenti e scandali giudiziari), che non è mai stata in grado (al di là dell'impegno di tecnici ed operai) di gestire un appalto di questo tipo e, naturalmente, scempio di un rione, da tre anni ostaggio incolpevole di una complessiva incapacità delle istituzioni di governare il territorio.
Eppure dopo l'ennesima sosta, tutti i responsabili alzano la voce, vantando le proprie ragioni:
- la ditta reclama il pagamento dell'ultimo stato di avanzamento dei lavori, usando l'abituale ricatto del mancato pagamento degli operai e della sospensione dell'attività;
- il sindaco, dopo aver avocato da circa un anno l'assessorato ai Lavori Pubblici, vanta un decisionismo di cui è capace solo a parole;
- l'opposizione consiliare, che governava all'epoca del lacunoso progetto iniziale e del bando di appalto, pur non avendo mai utilizzato a pieno gli strumenti a disposizione della Commissione consiliare competente, oggi se la prende addirittura con i cittadini e le associazioni, che hanno cercato di tutelare il rione protestando e contrattando con l'esecutivo.
Di chi le colpe in effetti? L'elenco è lungo, perché a parte quelli già menzionati dobbiamo aggiungere almeno:
- la Soprintendenza, complice di scelte infelici e latitante nella tutela dei beni storico-monumentali interessati dai lavori (la Fontana del Calice, il basolato lavico di Via Roma, le pietre di pregio rimosse e ormai scomparse);
- l'Ordine degli Architetti provinciale, a cui si erano rivolti cittadini ed associazioni e che ha preferito tacere e schierarsi con i soliti noti, pur di fronte a veri disastri architettonici;
- la Regione, che finge di ignorare le violazioni al progetto finanziato e la situazione della ditta incaricata.

Da ultimo, la colpa è forse anche dei cittadini, dei commercianti, delle associazioni, delle Consulte territoriali, perché sono rimasti nei limiti di una protesta civile e legale, di fronte a delitti contro il territorio che avrebbero richiesto forse una fermezza e una rivolta molto più forti.



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