19 Febbraio 2018
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L´IMMAGINAZIONE AL POTERE

30-01-2018 19:46 - News Generiche
Cinquant´anni dal ´68: questo sarà un anno di celebrazioni, ricostruzioni e ricordi, che punteranno (come spesso accade negli anniversari) a rendere innocua l´eredità di quei mesi ed a seppellire le verità più scomode di quella pagina di storia, che fu la prima presa di coscienza collettiva della crisi del modo di produzione industriale (e del sistema sociale costruito su di esso), di cui oggi vediamo ormai gli effetti più maturi.
Accenniamo sul nostro sito a quell´anno solo per ricordarne lo sforzo gioioso di radicale trasformazione dei rapporti sociali ed interpersonali e dello stile di vita, che incoraggiava a ritenere possibile ciò che fino a quel momento non lo era stato e a reinventare tutte le forme di produzione umana: dalla cultura all´organizzazione economica. Se, infatti, la capacità di adattamento è la dote principale che ha consentito finora al genere umano di sopravvivere per secoli e di espandersi in ogni punto del globo terrestre e se gli uomini si adattano in tempi relativamente brevi alle più disparate condizioni ambientali e climatiche ed alle più diverse forme di organizzazione sociale, sopportando anche privazioni e disagi personali, quando sono convinti che la situazione in cui vivono sia l´unica a garantire la sopravvivenza per sé e per i propri figli, viene il momento in cui non serve più "il si della necessità", ma può esplodere (come scrive il poeta greco Kriton Athanasulis) "l´imprigionato no dell´uomo libero" e allora diventa necessario trovare altre strade: emigrando ad ogni costo (come sta facendo buona parte del Sud del mondo) o modificando profondamente la società in cui ci si trova a vivere.
Oggi assistiamo alla crisi definitiva dello Stato Nazionale e delle forme politiche con cui si è imposto: le istituzioni pubbliche funzionano male e sono permeate dall´illegalità, come se lo Stato divorasse se stesso, in una rovinosa implosione. Le istituzioni economiche non sostengono "lo sviluppo" (sia pure quello denso di sfruttamento e di distruzione dell´ambiente naturale, che è connaturato al modo di produzione industriale), ma mirano alla pura sopravvivenza dei gruppi di potere.
Per noi di questo Paese Invisibile nel Meridione d´Italia, che si accinge a vivere l´ennesima, noiosissima e vuota campagna elettorale, le alternative sono solo due: emigrare o trasformare radicalmente l´esistente, dato che l´antica legge della rassegnazione non basta più a garantire la sopravvivenza.
Se qualcuno si illude che la trasformazione possa passare attraverso la conquista delle istituzioni, si disilluderà presto. Agli altri non resta che cercare di reinventare da subito forme sociali, economiche e culturali, in modo del tutto autonomo dalle istituzioni, seguendo la fantasiosa lezione del ´68: l´immaginazione al potere!


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