07 Dicembre 2021
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SCRITTI SU PATTI: 4 nuovi saggi

12-04-2021 16:37 - News Generiche
Si arricchisce di altri 4 titoli la bibliografia dei testi sul nostro territorio (a cui si accede dal menù di testa di questo sito), ispirata a un’idea del dott. Michele Spadaro (esperto ed appassionato di storia locale), come servizio e stimolo per quanti vogliano approfondire ed arricchire lo studio del passato della nostra antica cittadina.
• Due testi hanno tematiche religiose:
1. quello di padre PIO SIRNA (Direttore dell’Ufficio catechistico della Diocesi di Patti e Parroco di San Giorgio) è dedicato alla patrona di Patti ed in particolare alla tradizione popolare del suo culto (“Vi prenderò dalle genti. La tradizione popolare di S. Febronia-Trofimena V. M.” - Edizioni Montalbano, Patti 2020), un culto più antico ed identitario della proclamazione ufficiale della patrona, avvenuta solo a metà del XVI sec., dopo il Concilio di Trento. L’importanza di questa tradizione cultuale pattese fa passare in secondo piano le dispute sul rapporto della Febronia latina (dimorante a Patti all'Acquasanta e martirizzata nel sec.VIII) con la Febronia bizantina di Nisibis, martirizzata in Turchia nel IV sec. e con la Febronia Trofimena, di origine sicana, venerata a Minori, sulla costa amalfitana, dato che il culto ufficiale creato dalla Controriforma si fonda su un preesistente e ben radicato culto popolare del territorio, che ha lasciato tracce nella costruzione tarda dell’agiografia ufficiale;
• quello curato a due mani da padre Fiorenzo FIORE, direttore della Biblioteca Provinciale dei Frati Cappuccini di Messina, e dal prof. Giuseppe LIPARI, docente di storia all'Università di Messina e presidente dell’Associazione “Intervolumnia”, (pubblicato nell'ottobre 2020 dal Centro Internazionale di Studi Umanistici dell’Università di Messina e dal Comune di Troina) riprende il manoscritto seicentesco di frate BONAVENTURA SEMINARA da Troina , dedicato alla “Breve ma certa e veridica notizia della fondazione de’ Conventi di cappuccini della Provincia di Messina”, in cui erano state annotate le fondazioni e le successive mutazioni dei conventi, i Capitoli generali in cui si radunavano periodicamente i Cappuccini, e tutti i frati defunti a partire dal 1603. Ricordiamo che l’ordine dei Cappuccini, sorto all'inizio del ‘500, fa parte della famiglia francescana e che a Patti ci sono stati ben 5 Conventi francescani (4 maschili ed uno femminile), per i quali abbiamo attinto alcune brevi notizie dai testi di Riccardo Magistri: San Francesco, sorto nel 1222 (la cui fondazione è attribuita direttamente a S. Antonio da Padova, passato dalla Sicilia di ritorno dalla Terrasanta), Santa Maria di Gesù (assegnato nel 1478 ai Frati Minori Osservanti e passato poi, nel 1626, ai Frati Minori Riformati), il Convento dei Cappuccini a San Nicolò La Mendola, posto sulla collina oltre il torrente Provvidenza, là dove oggi sorge il Cimitero cittadino, e dove prima sorgeva una “grancia” (fattoria) dei monaci Cistercensi (un ordine giunto in Sicilia al seguito degli Angioini), passato ai Cappuccini a metà del ‘500, Sant'Antonino (assegnato nel 1636 ai Frati Minori Osservanti, “cacciati” 10 anni prima dal Convento di Santa Maria di Gesù, e poi assegnato, nel 1890, ai Frati Minori Cappuccini) ed il convento femminile delle Clarisse, che aveva sede, dalla metà del ‘500, nel palazzo già appartenuto nel ‘300 a Bartolomeo d’Aragona, Capitano di Patti. Da fine ‘800 questo Convento fu assegnato alle “Suore Operaie della Sacra Famiglia”, che vi gestirono anche un orfanotrofio femminile.
• Un terzo volume, pubblicato nel marzo 2021 dalle Edizioni Mosca di Patti, è dell’infaticabile RICCARDO MAGISTRI, che dal 1992 si occupa dell’Archivio Storico Diocesano di Patti e che aggiunge oggi Altre “storie” di vita paesana (in prosa e in versi) a quelle già pubblicate nel 2010, ambientate ancora soprattutto nell'antico rione pattese di Sant’Antonio Abate (Arret’o Casteddu), avendo cura di conservare, soprattutto nei dialoghi in dialetto, che arricchiscono alcuni episodi, nei versi e nella traduzione italiana di modi di dire e locuzioni della parlata locale, le caratteristiche ormai in via di sparizione del dialetto pattese. Aprono il saggio 3 testimonianze sul periodo bellico e sull'occupazione militare anglo-americana.
• Di questo stesso periodo si occupa il quarto libro che aggiungiamo oggi alla nostra bibliografia pattese: quello di SEBASTIANO PARISI: “Baia di Oliveri 1943. Le operazioni militari da Brolo a Messina durante la Seconda Guerra Mondiale”, edito da Pietro Macchione nel giugno del 2020, in cui questo studioso (che in altri saggi si è occupato dei bombardamenti alleati su Milano e delle micidiali bombe a farfalla utilizzate in tutta Italia) fa luce anche su episodi poco noti, come i bombardamenti navali di Patti e Milazzo, e smentisce che la distruzione del tunnel e della strada di Capo Calavà sia stata opera dei tedeschi, sulla base di documenti americani finora inediti. Il saggio affianca inoltre alla storia militare le testimonianze della popolazione vittima dei bombardamenti. Ricordiamo in proposito che la nostra Associazione ha raccolto nel 2013 le testimonianze di alcuni anziani pattesi, che dopo 70 anni hanno finalmente rivelato l’esistenza di numerose vittime dei bombardamenti aerei e navali anglo-americani anche nel nostro paese (alcune di queste compaiono nel video di Nino Cadili “Patti sotto le bombe del ‘43”, altre sono ancora inedite).




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