27 Novembre 2022
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SCRITTI SU PATTI (2021-2022)

03-04-2022 17:31 - News Generiche
Sono 4 i nuovi titoli che entrano da oggi a far parte della bibliografia dei testi sul nostro territorio (a cui si accede dal menù di testa di questo sito), ispirata a un'idea del dott. Michele Spadaro (esperto ed appassionato di storia locale).
Titoli molto diversi tra loro, dato che spaziano dall'erudizione religiosa alla poesia, dai piccoli ricordi di vita comune all'accurata registrazione di episodi, biografie, eventi storici e scelte amministrative, che insieme rendono bene l'idea della complessità umana e storica della memoria collettiva del nostro paese.

1) Il testo più recente ha come autore, ancora una volta, Riccardo Magistri, pattese che con orgoglio rivendica l'impronta “castiddota”, che gli proviene dal natìo rione posto alle spalle della Cattedrale, e che dal 1992 è l'accurato riordinatore dell'Archivio Storico Diocesano di Patti. Dopo tanti saggi di cronaca storica e di urbanistica e dopo aver sperimentato la narrativa biografica e la memorialistica, Magistri questa volta racconta il suo territorio attraverso la poesia, con la raccolta “Il mio paese in versi”, Edizioni Mosca, Patti, 2022. Anche in questa forma, comunque, resta protagonista della sua ispirazione la cittadina natale e le liriche sono raggruppate in grandi tematiche: la storia cittadina (dalla fondazione ai giorni nostri), la leggenda della Santa Patrona e le grandi feste (Natale, Pasqua, Carnevale), vissute nell'ottica speciale del suo rione. Due le liriche “polemiche”: una sul progressivo stato di degrado e di distruzione delle Chiese del Centro Storico (avversato con coraggio solo da pochi), l'altra sulla costruzione della Concattedrale in contrada San Giovanni, temuta premessa per l'abbandono della storica Chiesa Madre (a vantaggio della nuova “Matrigna”). Non mancano i toni elegiaci e più intimistici, nel ricordo dei Pattesi sepolti nel Cimitero cittadino, ed il richiamo ad aneddoti e racconti “castiddoti”, già evocati in opere precedenti. Va segnalata l'importante scelta di usare il dialetto siciliano (se pure accompagnato dalla “traduzione”, sempre in versi, in italiano), con il richiamo al monito del grande etnologo Giuseppe Pitrè sull'essenziale bilinguismo regionale dell'Italia, che va mantenuto, perché il dialetto “riflette tutta e sincera e più vivida, con le sue infinite rifrazioni, l'anima nazionale”.

2) Torna a ricostruire la memoria pattese anche l'avvocato Nicola Adamo, con il saggio: “MONGIOVE - ricordi, spunti e appunti per la storia di una frazione di Patti”. Yorick editore, Patti, 2021. Con un taglio diverso dalla sua opera precedente (“Le Istituzioni Comunali pattesi nella prima Repubblica”), che ricostruiva la storia amministrativa della nostra cittadina basandosi soprattutto sui Verbali dei Consigli Comunali e sulle Delibere di Giunta, questa volta Adamo attinge direttamente dai suoi ricchi archivi personali e familiari, sottolineando quanta parte abbia avuto questa frazione marinara pattese nella sua biografia e nella storia della sua famiglia, dato che fin dal 1939 il padre, ingegnere, aveva costruito qui quella “casa per le vacanze”, in cui l'autore ha poi trascorso almeno due mesi ogni estate, partecipando sempre con interesse alla vita collettiva del piccolo centro. Un agglomerato di case che, contrariamente agli altri due centri abitati del Golfo di Patti (Marina di Patti e San Giorgio), dediti soprattutto alla pesca, ha ospitato essenzialmente i contadini di due grandi proprietà terriere della zona (Sciacca e Pisani), che si estendevano in grandi fasce parallele dal mare al monte Pignatara. Solo due le famiglie di pescatori (Accetta e Paratore), giunte da altri paesi all'inizio del ‘900, ma che già negli anni '40 si trasferirono a Patti Marina. Le notizie sociologiche ed economiche (che rievocano colture innovative oggi abbandonate, un tipo di pesca ormai familiare solo ai più anziani, il breve periodo dell'industria pattese, la grande emigrazione degli anni '60 ed il boom edilizio delle seconde case negli anni '70 e ‘80) convivono nel saggio con le biografie dei giovani di Mongiove coinvolti nella Seconda Guerra mondiale (contadini arruolati nella Regia Marina solo perché nati in un borgo costiero) e con tappe istituzionali fondamentali (l'asilo infantile nel '32, la Parrocchia nel 1949, la stazione ferroviaria nel 1950, la scuola elementare alla fine degli anni '50, la nuova Chiesa nel 1970, l'autostrada Messina-Palermo nel 1972). Non mancano i ricordi piccoli ma bellissimi, come quello del cane Matteo, randagio che alla fine degli anni '80 si autopropose come “cane di quartiere”, accettato con entusiasmo soprattutto dai bambini ed arrivato agli onori televisivi in una trasmissione dello Zecchino d'Oro. È un mondo che Cola Adamo porta da sempre dentro di sé e che, a 86 anni, ha voluto affidare alla memoria collettiva, con una scrittura rigorosamente documentata, ma ricca di amore per le persone, i luoghi, i rituali collettivi: la festa del paese e la vita estiva, i tanti ospiti di casa e il ritrovarsi al primo bar-bottega della frazione, gli elenchi dei mongiovesi impegnati nello sport e nella politica cittadina, le battaglie civiche per ottenere migliori condizioni di vita e le speranze mai perdute per un futuro, che l'autore sente ancora oggi da immaginare e da costruire migliore, imparando anche da quel passato novecentesco, che palpita in ogni pagina, intriso del lento tramonto del mondo contadino e delle lunghe estati su un'unica spiaggia, dell'aumento improvviso delle comodità della vita, ma anche dell'inesorabile perdita di relazioni sociali multigenerazionali, di un paesaggio naturale incontaminato e dell'antica architettura rurale dei borghi contadini.

3) Gli altri due testi che vogliamo segnalarvi, prima di includerli nella nostra bibliografia pattese, sono entrambi dedicati a S.Trofimena di Minori, venerata patrona di questo piccolo centro della costa amalfitana, che i pattesi identificano con la loro Santa Febronia, vissuta qui agli inizi del IV sec. d.C. e giunta solo da morta in Campania. I due saggi, da tempo noti ai più eruditi fedeli della santa patrona, sono stati entrambi pubblicati (uno l'anno scorso, uno quest'anno) dalle pattesi “edizioni Montalbano”, per favorirne la diffusione e la consultazione. Giovambattista D'Afflitto, abate e vicario generale della diocesi di Minori, era un erudito amalfitano ed apparteneva ad un'antichissima famiglia aristocratica campana, che figura tra le fondatrici dell'Ordine di Malta. Fu l'autore, nel 1675, del “Breve racconto della vita, martirio e miracoli de la gloriosa Vergine e Martire S. Trofimena, Padrona della città di Minori”. Riedito nel 2021, in ristampa anastatica, dalle Edizioni Montalbano di Patti. Baldassarre Apicella era un sacerdote secolare della Congregazione del SS. Redentore (fondata a Scala, presso Amalfi, il 9 novembre 1732 da sant'Alfonso Maria de' Liguori per l'evangelizzazione della gente del popolo e delle campagne) e fu l'autore, nel 1789, di una “Relazione storico-critica degli atti antichi e dell'invenzione, traslazioni, culto, e miracoli della gloriosa Vergine e Martire S. Trofimena. Principale protettrice della città di Minori”. Riedita nel 2022, in ristampa anastatica, dalle Edizioni Montalbano di Patti, ma presente anche come e-book su Internet: l'originale, infatti, che si trova presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, è stato digitalizzato nel 2015, ed è leggibile gratuitamente al link che riportiamo sotto ed anche nella sezione “Scritti su Patti”, tra le altre opere di interesse per il nostro territorio reperibili su Internet
https://books.google.it/books?id=5aPeOQUdyJgC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false




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