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Quando Visibili ed Invisibili possono confrontarsi: RICORDO DELL’AVV. NICOLA ADAMO

15-06-2026 10:53 - News Generiche
Ho appreso ieri, con sincero dispiacere, che l'avv. Nicola Adamo ci ha lasciati, dopo una lunga ed intensa vita, vissuta nella e per la nostra cittadina. Riteniamo importante ricordarlo, anche come esempio di una politica in cui si rivendicavano le identità e proprio per questo si riusciva a confrontarsi in modo sincero e rispettoso delle diversità e delle scelte ideologiche.

Conoscevo l'avvocato “Cola” Adamo da quando ero bambina, grazie al legame più che secolare tra le nostre famiglie, ma ho imparato ad apprezzarlo personalmente solo dal 2010, quando partecipava spesso agli incontri socio-culturali che organizzavo a “Casa Mangiò”, già residenza delle mie biszie, nel Centro Storico di Patti, dove abbiamo imparato, pur nelle lontanissime posizioni, a trovare dei punti comuni, grazie al fatto di essere entrambi “politici della prima Repubblica” (lui fin da giovane esponente di spicco della DC pattese e dal 1962 il più giovane Sindaco del Comune di Patti, io ex-militante della sinistra rivoluzionaria negli anni Settanta): persone comunque che avevano vissuto e vivevano la politica come esperienza totalizzante ed ineludibile e convinti entrambi della necessità di una definizione chiara ed aperta delle appartenenze politiche, che oggi a Patti si smarriscono nel calderone delle liste civiche.

Nel 2014 poi, dopo le assemblee di protesta contro la travagliata ristrutturazione del rione San Nicola-Bucciria, che hanno visto la sua attiva partecipazione, proprio lui si era ricordato che esisteva al Comune di Patti un Regolamento comunale sulle “Consulte dei cittadini”, dando l'avvio a questo esperimento rivisitato di democrazia diretta e partecipata, che aveva contribuito con entusiasmo a tenere vivo, fino alle delusioni degli ultimi anni.

Post-covid, lo incontravo ancora durante le passeggiate pomeridiane al “Belvedere”, lui in compagnia dell'amatissima e vivacissima moglie, io tirata al guinzaglio dal mio cane, oppure ci sentivamo al telefono, quando voleva propormi qualche iniziativa o voleva semplicemente sapere come stavo, con la sua cortesia di signore d'altri tempi.

Lo ricordo ancora con piacere quando, durante i funerali, spesso prendeva la parola per ricordare con pochi tratti incisivi chi ci aveva lasciati e dare una vivida testimonianza di comunità condivisa. Indimenticabile e bellissimo il suo straziante addio alla moglie, “unico grande amore della sua vita”.

Allego in basso, per rendere omaggio anche alla sua opera di saggista, la recensione che avevo fatto del suo lavoro su Mongiove, quando lo avevo inserito nella “Bibliografia su Patti”, presente sul sito del Paese Invisibile, e ricordo quello precedente su “Le Istituzioni comunali pattesi nelle prima Repubblica (1944-1993)”, che è stato essenziale per il lavoro di ricerca del Paese Invisibile e lo è per chiunque voglia ricostruire le vicende politiche di quel periodo, anche se rimasto purtoppo, con suo grande rammarico, l'unico saggio portato a termine di un'opera di più ampio respiro, programmata dalla Società di Storia Patria, che avrebbe dovuto avere più autori e toccare vari aspetti della società di quell'epoca di grandi fermenti.
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