22 Aprile 2019
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QUANTE BUGIE SULL'AREA FORESTALE PER L’OASI FELINA!

10-04-2019 14:50 - News Generiche
Una vasta striscia di terreno verde (3.000 mq a prato ed alberi d'alto fusto) si estende in una zona centrale di Patti, sotto la caserma Forestale di via Mazzini. E' un polmone verde vincolato ed inutilizzabile, anche per ragioni geologiche, per qualsiasi tipo di costruzione o cementificazione. Un polmone verde di cui (forse proprio per queste caratteristiche) le amministrazioni pattesi non hanno mai saputo che fare e che, dopo vari e vani tentativi di speculazioni private e di fantasiosi progetti pubblici, tengono da sempre chiuso all'utilizzazione dei cittadini.
Poco più di un anno fa la nostra associazione ha cercato di ottenere quell'area inutilizzata (sia pure con la clausola di liberarla rapidamente, in caso di destinazione PUBBLICA più utile), per crearvi un'oasi felina protetta (tenuto conto tra l'altro che molti gatti l'hanno già eletta spontaneamente a proprio ricovero), visitabile ed aperta al pubblico in alcuni giorni della settimana. A garanzia di igiene e salute, ponevamo un regolamento rigoroso, con limiti al sovraffollamento e controlli veterinari (che potete leggere in basso).
Basandoci sulle informazioni contenute in un recente saggio di storia locale, ci siamo rivolti dapprima al COMANDO FORESTALE, che là ne appariva ancora proprietario, chiedendo l'uso di quel terreno. Dopo le prime accoglienze molto favorevoli, ci è pervenuta una breve comunicazione ufficiale (che potete leggere in fondo), con la quale, riconoscendo implicitamente la proprietà di quel terreno, la Forestale ci faceva laconicamente sapere che non poteva accogliere la nostra richiesta “stante i compiti istituzionali di Polizia giudiziaria del Corpo Forestale della Regione Siciliana”, che la presenza dei gatti evidentemente poteva compromettere! Mancava per altro un chiarimento sulla proprietà del terreno da parte del Sindaco, a cui pure avevamo inviato “per conoscenza” quella richiesta.
A questo punto abbiamo voluto approfondire il problema, procurandoci il testo completo della delibera di Consiglio Comunale del 7/06/1982, con cui, modificando la concessione iniziale del 1960, veniva ceduta alla Forestale la proprietà di 745 mq di quel terreno, in cui andava compresa, però, anche l'area coperta dall'edificio della Caserma (la alleghiamo in fondo). La striscia di 3.000 mq., che la Forestale aveva utilizzato come vivaio fino agli anni '70, dunque, restava di proprietà comunale. Chiarito il punto (non senza una certa delusione verso le autorità forestali), abbiamo riscontrato che si era intanto creato un vasto interesse dei cittadini verso l'idea dell'Oasi e, costituito un “Comitato dei garanti”, che rassicurasse il Comune sulla serietà dell'iniziativa, abbiamo raccolto in poco tempo 200 firme sotto un'Istanza al Sindaco (prevista dallo Statuto Comunale tra gli “Istituti di partecipazione popolare”), che chiedeva l'uso di quell'area per l'Oasi Felina.
Dopo un incontro con il primo cittadino e la consueta trafila di rinvii e mancate certezze, abbiamo ottenuto infine una risposta scritta all'Istanza (che potete leggere per esteso in basso), in cui il SINDACO, ammettendo apertamente la piena proprietà del terreno da parte del Comune, ci comunicava di non poter concedere l'area richiesta, perché “rientra in un più ampio progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana che l'Amministrazione intende realizzare”. In alternativa ci proponeva un'altra area, molto meno idonea e gravata per di più (con una comunicazione successiva) da una serie di condizioni, troppo costose per un comitato di scopo di volontari.
In ogni caso, la delusione era mitigata dall'attesa di quella “rigenerazione” del terreno perduto, di cui non trovavamo in quel momento traccia in progetti esistenti, ma di cui non potevamo dubitare. Possiamo invece non solo dubitare, ma essere certi oggi che quel progetto di rigenerazione non esiste, dato che l'Amministrazione ha incluso quell'area nell'elenco dei “beni alienabili” del Comune, richiedendo per di più un prezzo del tutto fuori mercato per un'area vincolata a verde (tecnicamente “un pascolo arborato”) (30 euro a mq., che per i 3.000 mq del terreno portano il prezzo richiesto a 90.000 euro, come risulta chiaramente dalla Delibera di Giunta che alleghiamo).
A chi si pensa di venderla? A che prezzo si scenderà, al momento di favorire, con un repentino ribasso (come è già successo in passato per altri beni pubblici), lo speculatore privato “giusto”? Oppure il prezzo esorbitante prelude ad un postumo cambio di destinazione urbanistica del terreno nel Piano Regolatore Generale, per soffocare con una colata di cemento la maggiore area verde urbana del paese? Ed infine, perché si collega quell'area allo scheletro del vecchio Palazzetto dello Sport, che non ha mai avuto rapporti funzionali con la zona dell'ex vivaio forestale?
Quante bugie e quante forzature, per agevolare la possibilità di un'ennesima speculazione edilizia e per tenere lontano da quel prato quattro poveri gatti!

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