18 Dicembre 2018
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La foto della settimana n°114: ALBERI E SALSICCE

01-11-2016 08:56 - La foto della settimana
Pare che abbiano i giorni contati gli ombrosi pini marittimi della contrada San Giovanni di Patti, che vedete nella foto della settimana di oggi: il Comitato di quartiere della zona, infatti, nato come spontanea aggregazione di cittadini, ma trasformatosi sempre più in un comitato elettorale dell´attuale amministrazione (tanto che ha allestito una bella salsicciata in Villa per festeggiare la riconferma del Sindaco), ha diramato da poco un vero e proprio bollettino di guerra contro la lunga fila degli odiosi alberi che fanno da spartitraffico nella principale strada del quartiere, condannati a morte per aver deformato con le loro radici il manto stradale e per aver ricoperto con le loro ampie chiome di aghi e resina (oltre che di ombra fresca) le auto in sosta.
San Giovanni è una zona di recente espansione, fatta di villette a schiera e palazzine, sorte intorno ad un originario nucleo isolato di case IACP e cresciuta in fretta dopo il forte terremoto del 1978. L´area è interessata da una frana attiva, chiaramente catalogata a forte rischio dal Piano per l´Assetto Idrogeologico Regionale, tanto che al Comune è arrivata la prescrizione di allestire un piano di consolidamento, per evitare soprattutto lo sbriciolamento delle case popolari (che non ci spieghiamo come si siano potute costruire in un punto così a rischio, ma che non a caso in Italia sono i primi edifici recenti a venire giù in caso di calamità naturale).
A San Giovanni - si legge nell´ultima Relazione di aggiornamento del Piano Regionale - è stata "censita una nuova frana complessa attiva, che determina un´area a pericolosità elevata" e "le Case IACP risultano a rischio molto elevato (R4)". Il rischio resta alto anche nell´area di Fontanelle e nella Contrada Cuturi, dove pure le costruzioni sono recentissime (dunque coscientemente costruite in una zona altamente franosa). E´ proprio questa frana, che scivola su uno strato argilloso, a deformare la strada di San Giovanni, come accade del resto anche in Via Fontanelle, che presenta vistose fratture, anche se di alberi ha solo pochi sparuti esemplari di bassa statura. D´altra parte è stato più volte evidenziato come sia il poco spazio libero lasciato a terra intorno al tronco degli alberi urbani a provocare la disperata ricerca di aria e luce delle loro radici. Ed ancora è evidente come l´eliminazione di alberi ad alto fusto faciliterà lo scivolamento del terreno verso valle.
Ma il taglio di questa pineta è diventato ormai un punto d´onore del Comitato che, pur avendo ridotto negli ultimi tempi le proprie fila e la propria capacità di coinvolgimento dei residenti, ha indetto una riunione di quartiere con l´amministrazione ed esperti agronomi (tra cui non mancherà di sicuro quello già responsabile del taglio della palma secolare della Villa Comunale, nonché dell´improvvida sostituzione dei tigli di Piazza San Nicola con inutili aranci amari formato bonsai). "Se alla riunione verranno in pochi – ha tuonato il Presidente del Comitato, consapevole del sempre minore interesse dei cittadini verso le sue iniziative – vorrà dire che chi tace acconsente e quindi saremo autorizzati a ritenere maggioritaria la condanna dei pini". Le assenze varranno insomma, in questa originale concezione della democrazia, come un voto a favore: pensate che pacchia per i partiti della maggioranza uscente se gli astenuti alle elezioni fossero conteggiati come voti governativi!
Ricordiamo comunque che la distruzione degli 11 tigli di Piazza San Nicola è costata alla collettività pattese 15.000 euro e che per il taglio della palma secolare ne abbiamo spesi 4.322 (compreso naturalmente il compenso per il discutibile parere dell´agronomo!). Quanto ci costerà abbattere i ben più numerosi pini di San Giovanni, per accontentare il Comitato elettorale del quartiere?
Comprendiamo, del resto, come l´Amministrazione Comunale sia pressata dal bisogno politico (?) di dimostrare che, mentre oggi vengono soppresse dallo Statuto Comunale le forme organizzative dei cittadini basate sulla rivendicazione di diritti (le Consulte Territoriali), contemporaneamente si premiano e si accontentano, a qualsiasi costo, i Comitati politicamente ben allineati, che rafforzano il rassicurante ed antico scambio tra voto e favori.
Ma è possibile che a pagare il costo dell´operazione-ricompensa siano la salubrità dell´ambiente urbano e la sicurezza dei cittadini? E´ possibile che ancora una volta tanti alberi di alto fusto saldino il debito delle salsicce post-elettorali?


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