12 Dicembre 2018
[]

news

La foto della settimana n° 126: L´ACQUA PERDUTA

20-10-2017 09:46 - La foto della settimana
Il fatto che la prolungata assenza di acqua, che affligge da settimane anche la nostra cittadina, sia dovuta ad una delle estati più calde ed asciutte dell´ultimo secolo è comprensibile per tutti. Il fatto però che questa carenza fosse prevista, che si fosse chiaramente preannunziata già all´inizio dell´estate, aggravandosi, soprattutto nell´area interessata (e quindi nella zona dei pozzi d´acqua del fiume Timeto), dopo il grande incendio del 30 giugno, ci spinge a chiedere cosa abbiano fatto negli ultimi mesi le istituzioni competenti (prima fra tutte il Comune), per fronteggiare questa calamità naturale, oltre ad emanare (senza peraltro provvedere a controllare in alcun modo che l´ingiunzione sia rispettata) un´ordinanza sindacale, che vieta lo spreco d´acqua potabile da parte dei cittadini. Cittadini che, a dire il vero, difficilmente potrebbero sprecare ciò che da tempo non hanno, tanto che gli appelli sui social network e le telefonate agli uffici comunali si moltiplicano, nella speranza di sapere almeno con chiarezza quando e con quali criteri la poca acqua rimasta venga distribuita tra le diverse zone. Nel Centro Storico, tra l´altro, non sono poche le abitazioni senza serbatoi di riserva o quelle in cui il serbatoio, posto ai piani alti senza motorino di aspirazione, non riesce a riempirsi per la poca pressione con cui l´acqua arriva nei tubi dopo la sospensione.
Calamità naturale? Non del tutto, come sempre.
Il territorio urbano di Patti comprende un buon numero di fonti naturali d´acqua, che solo in alcuni periodi sono state utilizzate a pieno. Due esempi tra tutti: la "fonte Drizza", che nel ´600 venne utilizzata per alimentare la Fontana Napoli, destinata dal vescovo di cui porta il nome "alla pubblica utilità", e la cosiddetta "fonte Erbicelli", che sgorga nel cortile interno dell´omonimo palazzo nobiliare, adiacente alla Chiesa di San Giuseppe e che da due anni ormai si perde tristemente (dal tombino indicato nella foto della settimana) nello scarico delle acque bianche, mentre la Fontana del Calice, collegata ormai all´acquedotto dopo i lavori di "riqualificazione" (nonostante le proteste ed i suggerimenti dei cittadini e le vane promesse dell´Amministrazione durante i lavori), resta desolatamente asciutta. Oltre alle fonti, inoltre, esistono pozzi ancora attivi, utilizzati un tempo dai privati, che li scavavano all´interno delle proprie case (uno si trova ad esempio al piano terra dell´edificio che, nei piani alti, ospita oggi la nostra Associazione). Tutte acque perdute, che per di più, inutilizzate, si infiltrano dannosamente nel sottosuolo di strade e costruzioni.
E che ne è dell´acqua dei nostri due fiumi urbani (il Provvidenza e il Timeto), un tempo regolata da un sistema di chiuse e "catusere", che oggi invece scompare in estate, quando viene intercettata dai privati per diversi usi, e poi si ingrossa senza controllo durante le piogge invernali? Chi sta intercettando oggi l´acqua che alimenta i pozzi di acqua potabile del Timeto, rimasti asciutti (come il pozzo Ronzino) ormai da mesi? Che ne è del piano di risanamento dell´acquedotto ("ridotto ad un colabrodo", dichiarò un assessore appena insediato), avviato 6 anni fa e poi sostituito dalle solite rattoppature d´urgenza?
Qualche anno fa si era anche commissionato (e pagato) uno studio tecnico, che avrebbe dovuto mappare tutte le sorgenti naturali del territorio. Se questo progetto di ricognizione sia stato portato a termine e (in questo caso) in quale cassetto del Comune giaccia inutilizzato non lo sappiamo. Sappiamo, invece, che alcune piccole cose si sarebbero potute (e si potrebbero) fare subito. Ne indichiamo solo alcune:
•applicare forme di risparmio dell´acqua in agricoltura, incentivando l´introduzione di irrigazione a goccia, strumenti elettronici di regolazione delle innaffiature, ecc.,
•definire collettivamente le priorità di utilizzo; ad esempio: acqua potabile, irrigazione e solo poi usi ricreativi (es. piscine e fontane decorative)
•creare una mappa delle fonti secondarie e dei vecchi pozzi e puntare alla loro riutilizzazione almeno nelle fontanelle pubbliche (molte delle quali sono state oggi inspiegabilmente escluse dalla distribuzione idrica);
•provvedere al rimboschimento dei terreni collinari (in particolare di quelli bruciati nell´incendio del 30 giugno), per favorire il lento assorbimento delle acque piovane nel terreno e ridurre il rischio di frane,
•agevolare accordi tra i privati, per l´uso di fonti e pozzi interpoderali.
Qualche giorno fa, durante il mercato settimanale del coltivatori, che la nostra associazione organizza in Piazza San Nicola, mentre si intrecciavano da balconi e finestre le consuete domande sull´acqua "Rrivau?" "Ma si sapi quannu torna?", qualcuno, ascoltando lo scrosciare della fonte Erbicelli nei tombini delle acque bianche, ci ha chiesto se non fosse ancora possibile recuperare quell´acqua per la Fontana del Calice, che se ne stava ostinatamente muta. Abbiamo pensato alla lunga battaglia perduta delle Assemblee del rione San Nicola-Bucciria, con cui avevamo chiesto quell´allaccio quando era possibile e non costava niente, e siamo rimasti, per una volta, senza parole. Giriamo comunque la domanda a chi di dovere.



[Realizzazione siti web www.sitoper.it]
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa privacy
Testo dell'informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy  obbligatorio