22 Novembre 2019
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LA PROCESSIONE DEI MISTERI: ANTROPOLOGIA E STORIA DEL RITO PASQUALE PIÙ SEGUITO DAI PATTESI

18-04-2019 15:44 - Cenni storici
Tutte le processioni siciliane mescolano elementi diversi: accanto all'espressione di fede religiosa, infatti, ci sono le sopravvivenze antropologiche di antichi culti pre-cristiani, le tracce storiche della Controriforma cattolica che le ha istituite, quelle sociologiche dell'evolversi della tradizione religiosa nel Sud d'Italia e dell'associazionismo delle confraternite e delle organizzazioni cattoliche, le testimonianze di alcune forme d'arte minori (dalle statue dei santi, in legno o in cartapesta, alle varette di legno su cui si trasportano, dalle vesti ai gioielli, dai paramenti sacri alle musiche da banda), un miscuglio amalgamato dal gusto barocco della scenografia nei cerimoniali e nei cortei, il cui itinerario si adatta alle successive trasformazioni urbanistiche.
La Processione dei Misteri, il venerdì di Pasqua, è anche a Patti la processione più seguita ed amata e la commozione profonda, che il passaggio conclusivo della Varetta dell'Addolorata suscita sempre, rivela un'insopprimibile identificazione con il dolore, che nasce dalla condizione delle donne di tutte le classi sociali in Sicilia, donne invisibili, relegate per secoli in ruoli prevalentemente familiari, in cui i sentimenti si ingigantiscono e la sensibilità dolorosa alimenta una malinconia costante.
Tutta la Sicilia è la regione italiana in cui è più diffuso il culto della Madonna Addolorata, raffigurata quasi sempre con vesti nere o viola, con una o più spade nel cuore e con gli occhi tristi rivolti al cielo.
Diffuso come culto cattolico tra il '600 ed il '700 (dunque in Sicilia tramite gli Spagnoli), il mito della madre dolente per la perdita del figlio, già celebrato in Italia nelle laudi che hanno inaugurato la nostra letteratura, affonda nell'isola le sue radici molto prima, nel lutto disperato della dea greca Demetra (la Cerere latina), a cui il dio degli Inferi ha rapito ai piedi dell'Etna la figlia Kore (Proserpina), ma che otterrà infine da Zeus, costretto dall'improvvisa sterilità della terra a placare l'ira della dea della fertilità, il ritorno in superficie della figlia almeno all'inizio di ogni primavera (quando anche il mondo cattolico celebra la Resurrezione della Pasqua). La versione cattolica, però, forse anche per l'influsso spagnolo, conserva, per la perdita prematura e definitiva dell'unico figlio maschio, una drammaticità più cupa e muta, priva del potere e della capacità di vendetta di una dea, e più vicina, perciò, alla silenziosa disperazione delle madri siciliane, che la dura e povera vita dei contadini e dei pescatori ha privato per secoli di figli, morti di malaria nelle pianure dei mietitori, inghiottiti dalle tempeste del mare, sepolti nelle miniere di zolfo in Sicilia o in quelle di carbone del Belgio, cancellati dalla lontananza dell'emigrazione o chiamati a morire nelle tante, inutili guerre a cui i giovani Siciliani hanno sempre pagato un alto tributo.
Le notizie sulla processione pattese, contenute nel documento in pdf che potete leggere a fondo pagina, sono tratte in gran parte da alcuni interessanti saggi del pattese Riccardo Magistri, di cui potete trovare l'esatta indicazione nella bibliografia presente in questo sito, alla voce “Scritti su Patti” del menù di testa.

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