12 Novembre 2019
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CUSTODI DELLA MEMORIA NEI LUOGHI DELLA POESIA

01-11-2019 15:16 - Mappa di Comunità
La voce di un poeta è molto più che espressione di un dono individuale: è eco di storia collettiva, di ricordi e di rapporti personali, di un territorio. Non a caso si valorizzano oggi in varie regioni italiane quei “luoghi della poesia”, divenuti parte integrante della formazione di uno specifico universo lirico.
Va in questa direzione il filmato che il regista pattese Nino Cadili ha finito da poco di girare e montare su Salvatore Quasimodo, facendo luce su una parte del vissuto di questo poeta, finora poco indagata o ritenuta episodica e secondaria: quella legata alla “brigata” di amici colti e sensibili, che hanno aperto alle poetiche di Quasimodo le suggestioni del territorio pattese: soprattutto il colle dell'antica Tindari, con la vasta area archeologica ed i paesaggi “pensili sull'acque”, ed il Centro Storico, dalla casa dell'amico Raffo Saggio, che con Salvatore Pugliatti lo incoraggiò a pubblicare le prime liriche, a quel bar Galante, dove si ritrovava il vivace cenacolo di intellettuali.
Il filmato “Quasimodo e la brigata rapiti dal vento di Tindari”, infatti, pur aprendosi e chiudendosi ad anello con l'evento biografico più “mondiale” del poeta siciliano (l'assegnazione del premio Nobel per la letteratura nel 1959), dà corpo soprattutto ad atmosfere di paesaggi urbani e campestri ed alla rete di complicità intellettuali nell'area pattese e messinese, mostrando come il rapporto con questo tratto di territorio siciliano sia importante per spiegare non solo una o due liriche, ma l'intera poetica quasimodiana, attraverso un avvincente mix di lettere, testimonianze, foto e filmati d'epoca, accostati in modo suggestivo alla realtà odierna dei luoghi (esemplare un percorso in tram, che alterna riprese di ieri e di oggi), intercalato da “interviste”, letture di poesie e indagini letterarie, a cui danno voce ed intensità il consueto bravo gruppo di attori pattesi legati a Cadili (Di Blasi, Abramo, Nastasi, Pellicanò e Maria Scafidi, con il contributo straordinario, questa volta, dell'affascinante attrice e regista catanese Cinzia Maccagnano) e di intellettuali pattesi, che hanno saputo fondere la passione per i nostri luoghi con la lucidità di analisi, offrendoci anche nuove interpretazioni dei testi. Il tutto sottolineato da brani di grandi musicisti siciliani, primo fra tutti quell'Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni, particolarmente caro allo stesso Quasimodo.
Giustamente dunque un personaggio del filmato si autodefinisce “custode della memoria”: sia di quella storica che di quella dei luoghi strettamente connessi all'elaborazione poetica di Quasimodo. Una qualifica che sta benissimo innanzitutto allo stesso Cadili, che riconferma oggi l'efficacia della sua attività di regista e videomaker, appassionato difensore e profondo conoscitore della sua città ed originale ideatore di rielaborazioni poetiche degli eventi. Ma è adatto anche a quei pochi pattesi che cercano ancora di dare nuova vita ai nostri storici luoghi urbani, non come semplice location di eventi disparati ed intercambiabili, ma recuperandone a pieno la specifica valenza storica e collettiva.
Ci auguriamo perciò che gli enti pubblici territoriali e le associazioni locali sappiano raccogliere gli spunti offerti dal filmato, dando vita ad esempio, sulla sua scorta, ad un progetto di “luogo della poesia”, che colleghi il Tindari ed il nostro Centro Storico ad un itinerario poetico quasimodiano, in grado di testimoniare il profondo legame del poeta con la sua Sicilia.


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