13 Dicembre 2018
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La foto della settimana n.117: OMAGGIO A MARIA (Mimmi) SCIACCA (1942-1984)

28-02-2017 12:33 - La foto della settimana
Non sappiamo se per semplice apatia (così diffusa nella parte "visibile" del nostro paese) o per radicata ostilità verso ogni espressione di anticonformismo, il ricordo dell´attrice Mimmi Sciacca, pattese "di nascita, ma non di costumi", si è talmente affievolito oggi nel suo paese, che i suoi giovani conterranei, compresi i tanti ancora appassionati di teatro, ne ignorano la storia, la carriera artistica e persino il nome.
Rivendichiamo dunque con orgoglio al "Paese Invisibile" (a pochi giorni da quell´8 marzo, che troppo spesso diventa vuota retorica) il compito di ricordarla come grande artista e come donna tanto dolce ed allegra quanto appassionata ed inflessibile nel suo progetto di vita: lo faremo con una serie di iniziative, che organizzeremo quest´anno a Patti, finalizzate soprattutto a farla conoscere ed apprezzare ai più giovani. Alleghiamo in basso la locandina di tre dibattiti sul teatro, che si terranno nella prima metà di marzo, con cui apriremo gli eventi in suo ricordo.
Cominciamo intanto qui brevemente a rievocare alcuni passaggi della sua vita e della sua carriera, per dare una prima idea della complessità del suo impegno teatrale, a cui si è affiancata l´abilità nel disegno e nel creare abiti e costumi di scena.
Erano i primi anni ´60 quando Mimmi, finito il liceo, partì per studiare all´Università di Roma. Alla sua famiglia, dal nome importante e dalla storia antica, che per secoli aveva tenuto le sue donne in casa, a studiare francese, disegno e pianoforte e ad imparare l´arte del governo della casa, aveva promesso una laurea in Lettere, la più adatta, per una donna, a conciliare cultura, lavoro e famiglia.
Nel cuore e nella mente, però, nutriva insopprimibile, fin da bambina e poi da ragazza, nelle recite scolastiche, il sogno di diventare attrice e le fu finalmente possibile, nella capitale, trasformare il sogno in progetto, con l´iscrizione e il diploma all´Accademia Nazionale d´Arte Drammatica, in cui insegnavano allora i più bei nomi del teatro italiano.
Dall´Accademia fu relativamente facile passare ai palcoscenici di tutta Italia: da quello del Piccolo Teatro di Milano (con lo sconvolgente "Marat Sade" di Peter Weiss) a quello del Teatro Club di Catania, con una sperimentale messa in scena della "Rosa di zolfo" di Antonio Aniante , tradotta in siciliano da Ignazio Buttitta e sottolineata dal canto di Rosa Balestrieri.
Poi esperienze televisive e cinematografiche, ma costante la non sempre facile scelta del teatro, culminata con l´immediata adesione all´originale progetto della cooperativa "Attori e Tecnici" di Attilio Corsini, realizzato sui palcoscenici romani ed in lunghe tournée in tutta Italia, finché il destino non le ha riservato una morte precoce, ma cara ai veri attori: quella che segue di poco la chiusura del sipario.

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