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DEMOCRAZIA DIGITALE E DEMOCRAZIA DIRETTA

25-04-2013 17:07 - News Generiche
la democrazia digitale è democrazia diretta?
E´ stato un dibattito animato ed interessante quello sulla "Democrazia digitale", che si è tenuto ieri al Centro culturale "Antica Casa Mangiò". La contemporanea partecipazione di uno dei più anziani protagonisti della politica pattese, l´avv. Nicola Adamo (più volte sindaco durante la "prima Repubblica") e del Presidente neo-eletto della Consulta giovanile, Francesco Di Stefano, ha simbolizzato quasi un salto generazionale che (con rare eccezioni) la passione politica sembra aver fatto a Patti, in un momento di grave crisi dei partiti cittadini.
A parlare di Democrazia digitale sono stati Nino Galante, convinto sostenitore delle potenzialità offerte dallo strumento informatico (purché utilizzato bene) alla formazione di una opinione pubblica consapevole e capace di influenzare le amministrazioni, e Sergio Scafidi, esperto di problemi economici e finanziari, vicino al Movimento 5 Stelle di Grillo soprattutto per il suo ruolo di contro-informazione su temi importanti, spesso ignorati dalla stampa nazionale, ma in parte critico verso l´assetto organizzativo assunto attualmente dal movimento.
L´organizzatrice del dibattito, Gloria Faustini, presidente dell´Associazione "Il Paese Invisibile", dopo aver sottolineato come i pochi istituti di democrazia diretta previsti dalla nostra Costituzione (referendum abrogativo, iniziativa di legge popolare, petizione e referendum locali) siano stati utilizzati molto raramente o in modo inefficace (basti pensare all´inutile abolizione del finanziamento pubblico dei partiti) ha chiesto ad entrambi i relatori di spiegare se i nuovi mezzi informatici (forum, community e network) possano garantire il superamento dei problemi che la democrazia diretta (sperimentata storicamente solo nelle città e nei luoghi di lavoro) incontra nelle società complesse degli Stati contemporanei, come le diseguaglianze di potere socio-economico e culturale, il potere carismatico dei leader e l´assenza di reale sovranità.
Nino Galante ha risposto richiamando le esperienze positive della Wikicrazia (un termine creato da Alberto Cottica per indicare un forma di potere gestito attraverso gli strumenti collaborativi della rete), che ha realizzato efficaci forme di interazione tra cittadini ed amministratori, mobilitando una "intelligenza collettiva", capace di realizzare un abbozzo di "governo diretto" (we-gov). Sollecitato da alcuni interventi, Galante ha ammesso i pericoli di inquinamento dei sondaggi sulla rete, attraverso false identità e molteplici accessi o tramite "commenti a valanga", che condizionano i risultati finali e ha sottolineato lati positivi e negativi di un software come LiquidFeedback, ideato per gestire le opinioni delle comunità informatiche ed utilizzato in Italia dalla trasmissione di Santoro, "Servizio Pubblico", che ha lanciato l´idea di un "Partito Liquido". Si è detto comunque convinto che è necessario avvicinare le persone alla rete, privilegiando sempre un approccio critico.
Anche Sergio Scafidi ha riconosciuto i rischi di manipolazione nelle votazioni on line, ma ha efficacemente dimostrato l´utilità di una informazione libera (come quella realizzata dal blog di Grillo), illustrando due importantissimi trattati europei, di cui molti media non hanno parlato, ma che l´Italia ha già recepito nel proprio ordinamento, accettando così implicitamente pesanti limitazioni alla sovranità nazionale: quello di Velsen (sottoscritto nel 2007 con Francia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi), che mira alla creazione di una superpolizia per la "gestione delle crisi", sottratta in parte al controllo della magistratura nazionale, e quello del 2011 che ha creato il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), obbligandoci al versamento di una ingente quota per la creazione di un fondo di 700 miliardi, gestito dai Ministri finanziari di 17 paesi europei e rivolto al salvataggio delle banche, che aggraverà di molto il nostro debito pubblico.
Il dibattito si è aperto subito con molte domande ed interventi che (inevitabilmente) hanno fatto riferimento anche all´attuale situazione politica nazionale ed al ruolo dei partiti, storici pilastri della democrazia italiana, nel realizzare il collegamento tra società civile ed istituzioni, che oggi sembrano aver perduto la capacità di mantenere il contatto con il territorio e con la propria base o per il peso di ingombranti leader indiscussi o per il frazionamento in correnti prive di riferimenti ideologici o programmatici, tutti fattori che hanno provocato la frattura tra cittadini e "palazzo".
Il dibattito ha rivelato infine come non siano più solo i giovani o gli esperti a frequentare le comunità digitali, ma una vasta platea di internauti, che comprende anche molte donne, spesso escluse dai tradizionali dibattiti nelle piazze o nei bar, ma pronte ad uscire dall´invisibilità, per fare sentire la propria voce nei nuovi spazi digitali.

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